Care colleghe e colleghi,
il 23 Febbraio si è svolta la partecipata assemblea con all'ordine del giorno il secondo ciclo di Cigo dell’era Exprivia.
Abbiamo
raccontato ai numerosi colleghi intervenuti come si sono svolti gli
incontri avuti con l’azienda l’8 ed il 17 Febbraio, presso la sede
romana di Via del Tintoretto, dovuti alla volontà dell’azienda di
continuare con l’utilizzo della cassa integrazione ordinaria per
ulteriori 13 settimane. In particolare, durante l’ultimo incontro, non
abbiamo trovato i nostri soliti interlocutori, bensì la collega Silvia
Pascarella di HR Roma e Chiara Gennaro di HR Milano, quest’ultima in
videoconferenza.
L’Azienda, tramite le colleghe, ci ha ribadito di
non intendere accogliere la nostra richiesta di ritirare la procedura di
avvio del nuovo ciclo di Cassa Integrazione. Allo stesso modo, preso
atto della risolutezza con cui ci è stato lasciato bene intendere che
l’azienda avrebbe comunque proceduto, anche unilateralmente, così come
successo anche per il primo ciclo, abbiamo rivolto l’invito a prendere
quantomeno in considerazione la ricerca di una soluzione economica
(integrazione) che potesse alleviare le difficoltà nelle quali
l’azienda, con la propria incomprensibile e, secondo noi, immotivata
scelta, lascia ancora sprofondare i propri dipendenti. Ma le colleghe,
gentilmente, ci hanno risposto che l’azienda non è in condizioni di
corrispondere un’integrazione, senza peraltro argomentare i motivi che
imponevano tale decisione. Infine ci hanno sottoposto il verbale di
esperito incontro previsto dalla normativa in assenza di accordo.
Alcuni
colleghi sanno già che i prossimi tre mesi saranno duri quanto i
precedenti. Ci riferiamo a coloro che hanno già vissuto sulla propria
pelle la condizione di cassintegrati durante il ciclo appena concluso.
Altri, oggi ancora ignari, assaggeranno l’amarezza della CIGO
allorquando il proprio responsabile comunicherà loro che la commessa è
finita ed il cliente non rinnova. E purtroppo, anche questa volta, non
siamo riusciti a comprendere perché questa azienda rimanga sorda alle
richieste di attenzione e rispetto che le provengono dai propri
dipendenti. Per il tipo di business che svolge dovrebbe considerare i
suoi lavoratori preziosi, da trattare con estrema cura e massimo
riguardo. Il capitale dell’azienda siamo noi con le nostre competenze.
Anche l’imprenditore meno avveduto sa bene che le risorse che gli
consentono di fare business vanno trattate con cura affinché rendano al
massimo, e non riusciamo a comprendere perché, invece, questa azienda
non si prende cura dei propri dipendenti.
I colleghi intervenuti all’assemblea
ci hanno chiesto se l’esposto all’Inps avesse prodotto un qualche
esito, ma a questo riguardo non abbiamo, ad oggi, ricevuto alcun
riscontro ne’ dall’ente ne’ dall’Azienda. Hanno espresso tutta la
delusione e l’amarezza per la situazione che sono costretti a subire,
malgrado l’azienda sia in ottima salute. Su questo ultimo punto, per
capirci di più sulla reale situazione dell’azienda, l’assemblea dei lavoratori ha conferito mandato alla RSU di:
-
richiedere all'azienda informazioni sulla situazione finanziaria
tramite i dati di bilancio dell'anno 2015, come previsto dal CCNL Sez.
Prima – Sistemi di relazioni sindacali – Art. 8.
-
richiedere il “Rapporto biennale sulle pari opportunità” ovvero il
“Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile”
relativo al periodo 2014 – 2015, come previsto dal Art. 46 del Decreto
Legislativo 11 aprile 2006
n. 198 (ex art. 9 L. 125/91) e come modificato dal D. Legislativo 25
gennaio 2010 n. 5, entrato in vigore il 20.02.2010, facendolo pervenire
anche alla Consigliera di Parità Regionale.
La RSU,
limitatamente ai contenuti divulgabili, provvederà ad informarvi per poi
riprendere la discussione e definire una linea di condotta che sia la
più ampiamente condivisa tra i lavoratori.
I colleghi
hanno altresì sottolineato due ulteriori punti cruciali, quello relativo
ai benefit sottratti unilateralmente, ivi compresa la parte variabile
della retribuzione che tanti di noi abbiamo nel contratto di assunzione.
Per tutti gli altri, come accertato tramite l’ufficio legale della
UILM, vale la prassi, ovvero la lettera obiettivi che annualmente veniva
consegnata ai lavoratori. Su tutto ciò, come sapete, l’azienda ha steso
un velo. Chiedemmo un incontro per parlare di questi temi il 10 Giugno,
lo sollecitammo il 3 Agosto, lo ottenemmo e riuscimmo a spiegare le
nostre ragioni; ci venne detto che la questione sarebbe stata riportata
al presidente e……….. e siamo ancora in attesa che, tra un’acquisizione e
l’altra e tra una cigo e l’altra, ci diano delle risposte.
L’altro
punto riguarda la comunicazione ricevuta via email dai dipendenti di
Exprivia Telco & Media l’8 Febbraio scorso, avente come oggetto:
“Armonizzazione valuta pagamento stipendi”. Abbiamo raccolto molte
lamentele a riguardo ed abbiamo evidenziato all’azienda che il CCNL
Metalmeccanici – Sezione Quarta – Titolo IV – Art. 4 riporta quanto
segue:
“La retribuzione deve essere corrisposta al lavoratore non
oltre la fine di ogni mese. Sono fatte salve le prassi aziendali…” La
prassi aziendale di Telco & Media è sempre stata quella di
accreditare gli stipendi, con precisione svizzera, l’ultimo giorno del
mese, ed allorquando questo cadesse di Sabato o di Domenica, il Venerdì
precedente, per cui abbiamo chiesto che, in ottemperanza al CCNL
vigente, l’azienda non proceda all’annunciata variazione della data
degli accrediti degli stipendi.