Scusate se alla vostra legittima richiesta di conoscere l’esito
della brutta vicenda dei trasferimenti in Exprivia Healthcare rispondiamo con ritardo. Ciò si
deve al fatto che, trattandosi di un caso a dir poco delicato e molto triste, abbiamo
voluto ponderare ogni parola, ma al contempo dire tutto ciò che riteniamo sia giusto
che sappiate. Dunque, cosa è accaduto: l’antefatto lo conoscete tutti
ma, a coloro i quali, immersi nelle loro attività lavorative presso i clienti,
potrebbe essere sfuggito, lo riassumiamo brevemente.
Circa un mese fa la Direzione Aziendale ha disposto il trasferimento a Molfetta
di 4 nostri colleghi dipendenti di Exprivia Healtcare. Tra i quattro anche
l’unico RSU di Healthcare Roma ed una collega di età maggiore di 45 anni. E’
importante sapere che l’Azienda non commette illecito se trasferisce suoi
dipendenti in altre sedi dell’azienda, ma a condizione che sussistano motivazioni
concrete e dettagliate; in assenza di tale condizione il trasferimento è
illegittimo. Inoltre, per trasferire un rappresentante sindacale, occorre che
l’Organizzazione Sindacale conceda il nulla osta ed altresì non è possibile
trasferire lavoratori con anzianità di servizio pari o maggiore a 22 anni ed età superiore ai 45, per cui i colleghi in pericolo effettivo erano in sostanza due,
fatto che però non dimezzava il dispiacere e la voglia di fare tutto il
possibile per convincere l’azienda a cercare una soluzione alternativa, quale
ad esempio la disponibilità dei colleghi a trasferte lunghe o qualsiasi altro
tipo di impegno volto a scongiurare il peggio. Ciò premesso, purtroppo, il
Presidente con più di un intervento ha agito affinché le RSU delle altre
società stessero a debita distanza da questa vicenda, giacché a suo dire
riguardava i dipendenti di altra società, prima con il tentativo, non
riuscito, di impedirci di indire e svolgere un Assemblea Sindacale congiunta
con i colleghi delle altre società del gruppo della sede romana,
successivamente contattando telefonicamente noi RSU di Telco & Media Roma per rimproverarci di averlo fatto
e chiederci con quale approccio intendevamo svolgere attività sindacale in
Exprivia, se conflittuale o costruttivo. Ci comunicava che l’Azienda avrebbe
dovuto prendere provvedimenti (per questa volta disponeva per noi la grazia)
per aver indetto e svolto un’ASSEMBLEA SINDACALE NON AUTORIZZATA. In quella
occasione abbiamo senz’altro voluto rassicurare il Presidente, evitando di
puntualizzare che non è dato all’azienda autorizzare le assemblee... e
comunicandogli che il dialogo, questa RSU, ce l’ha nel DNA sin dalla nascita e
che da sempre ha ostinatamente inteso il confronto leale con l’azienda
un’opportunità preziosa per i lavoratori che rappresenta e, non da meno, per
l’azienda complessivamente. C’è da dire
che tra l’Assemblea e questa telefonata si tenne l’incontro in videoconferenza
tra la Direzione Aziendale e tutte le RSU di tutte le società del Gruppo
Exprivia di tutte le sedi italiane. In quella occasione uno schieramento di RSU
mai visto, compatto come un lingotto di acciaio, dopo l’intervento iniziale del
Presidente che accennava allo smart working, informò di non aver ricevuto mandato, dalle rispettive assemblee, per parlare di nessun argomento che non riguardasse direttamente il caso dei
colleghi di Healhcare. Da Roma, Milano, Molfetta, Trento, Piacenza, un’unica
voce in solidarietà dei 4 colleghi! Una eccezionale prova di autentica
vicinanza alle sorti di quattro colleghi in difficoltà che, legittimo o meno che
fosse quel trasferimento, sentivamo umanamente e moralmente di dover mettere in
campo. Il coordinamento tra RSU aveva funzionato a meraviglia ed aveva prodotto
un risultato: il Presidente decideva, di sua iniziativa, il rinvio di un mese
del provvedimento, entro il quale, sue parole, in tavoli ad hoc, si sarebbe
ricercata una eventuale soluzione alternativa. Vi fu sincero apprezzamento da
parte nostra e la decisione unanime ed immediata di congelare lo stato di
agitazione sindacale e lo sciopero che l’assemblea aveva messo ai voti e
proclamato. Trascorsi vari giorni, avvicinandosi la data cruciale del 31 marzo
(da sapere che la procedura di mobilità aperta in Healthcare terminava in quella data)
senza notizie, la RSU di ETM proponeva alle altre RSU di Roma di indire
un’ennesima assemblea con all’ordine del giorno sempre il caso dei
trasferimenti, di scrivere un Comunicato Sindacale, di far sentire in qualche
modo che l’attenzione di tutti i lavoratori era sempre ed ancora rivolta sul
caso dei trasferimenti. Entro quella data bisognava che la vicenda venisse
definita, altrimenti i colleghi, nel peggiore dei casi, rischiavano di perdere, oltre al posto di
lavoro, anche l’indennità di mobilità. Il fronte delle RSU romane, compatto
negli intenti ma eterogeneo sulla scelta delle misure di contrasto da adottare,
ha infine seguito la linea espressa dalla maggioranza, ovvero inizialmente si
era d’accordo su un Comunicato, il cui invio veniva poco dopo annullato, per noi
con vivo rammarico. Si preferiva attendere l’esito della trattativa con
l’Azienda in corso, riferita ad una “soluzione” in quelle ore al vaglio del
Presidente. La trattativa, a cui non potevamo partecipare poiché non riguardava
lavoratori Telco & Media, ha infine determinato la riallocazione di 2
colleghi, mentre per gli altri 2 la “soluzione” è stata quella di perdere il
lavoro, accettando la mobilità “volontaria”. La RSU di ETM esprime netto
disappunto per quella che è stata a torto definita soluzione ma che a noi non è
parsa affatto tale… anzi, a nostro parere, era già preconfigurata sin dall’inizio.
In conclusione, non sapremo mai cosa e se avremmo ottenuto
di più da questa Direzione Aziendale, conducendo in maniera diversa questa tristissima
vicenda, magari facendo maggiormente leva sull’unità tra i lavoratori e le RSU
delle altre società del Gruppo, che effettivamente esiste. Non trattandosi di
colleghi Telco & Media non abbiamo insistito per imporre il nostro punto di
vista, non avendo titolarità per farlo. Intanto, sulla pelle dei 2 ex-colleghi
Healthcare… ex perché hanno perso il loro posto di lavoro, abbiamo fatto la
nostra prima cruda esperienza in una realtà che da una parte annuncia successi
economici ed elargizioni di benefit, ricchi premi e cotillons ai dipendenti e
dall’altra non si fa scrupoli nel mettere alla porta un padre ed una madre di
famiglia. Il pensiero va anche ai figlioletti dei nostri ex-colleghi, che vivranno
di riflesso la tristezza dei genitori. Ma il fatturato salirà di un pezzettino
ed abbiamo capito che questo soltanto conta davvero per il nostro Presidente.
RSU EXPRIVIA TELCO & MEDIA - ROMA
